le stelle cadenti sono stelle ubriache

parole, poesie, cose a caso

s c r i v e r e è s u i c i d i o

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sì.

word in progress

 

 

Sontuose Cerimonie Rovinano I Versi Estinti
Ragliare Egoismi E’ Subire Umiliazioni
I Cori Inibiscono Disastri –
Influenzano Orge

 

 

 

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Written by kaya77

16 maggio 2014 at 20:37

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UN REQUIEM PER I MESI IN CUI FA CALDO

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e Maya si è dimenticata
il velo sull’ultima corsa
della 90 a Piazzale Lotto
una Domenica notte ubriaca
di fine Maggio
senza le scarpe a combattere l’asfalto

e Giano bifronte
si fa i selfie bipolari
sushi vegano con la camicia bianca
[quella nera per gli amici neonazisti]
all’ora dell’aperitivo è ancora Aprile
e fioriscono le milf e il botulino

Prometeo promette arrogante
la Conoscenza dai cartelloni elettorali
e il fuoco purificatore senza pietas
per i nemici della Patria e della Mamma
ed è già Giugno e si muore col sorriso

Poseidone sfoggia raggiante
la Bandiera Blu che si è appena tatuato e ammicca alle turiste provocanti
allontanando i clandestini con una mano
e viene Luglio sudando l’ansia
in discoteca

Anansi racconta puttanate
alle famiglie che aspettano il traghetto
in fila come bestie sotto al sole
rabbia compatta ripiegata
ad infradito
ed ecco Agosto
ed è la vita che si ferma
pigiata stretta attorno a un ombrellone

Ma poi a Settembre ecco Kalì
spendere miliardi in manicure
la green economy – la beauty farm
e gli oli per capelli alla sirena
per sgomberare gli abusivi dall’altalena

e Maya ritrova il velo
al Parco Lambro
un pomeriggio di un mese a caso
steso su un corpo
e si allontana lentamente pedalando
fischiando un requiem
per i mesi in cui fa caldo.

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Written by kaya77

16 maggio 2014 at 20:31

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NESSUN MOTIVO, NESSUN CIELO E NEANCHE IL MARE

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che poi io di te direi lo stesso
[l’ambivalenza emotiva dell’ego-pace]
definitiva la non accettazione
dell’esistenza di anime autoimmuni
il vago tentativo di concepire
suicidi dilatati in meridiani
quando il vento scuote le foglie amaramente
tra i nostri passi di sole e suole circolari,
di carri_armati per conflitti [in]dichiarati

che poi io di te dirò lo stesso
nocche disgiunte dalle preghiere laiche
e un’ombra nera vaporizzata nelle tasche,
fiori recisi mutati in pietre a zavorrare

nessun motivo, nessun cielo e neanche il mare
a suturare con dita competenti
la ferita cieca di chi resta,
lo sciabordio insistente e senza pace
di schegge d’ossa dentro la testa.

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Written by kaya77

15 maggio 2014 at 17:25

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a Torino al Balconcino

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domenica 11 dalle 16,30 in poi ci sarò anch’io al concertino dal balconcino, per l’occasione in modalità SaloneOFF. 🙂 ci vediamo lì!

concertino dal balconcino – salone OFF

Written by kaya77

9 maggio 2014 at 13:02

GIÀ LO SAPEVI

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che avevi perso il treno
in fondo
già lo sapevi
non avresti dovuto
attardarti a cercare
l’intrico delle vene fiorite
tra l’intreccio dei capannoni industriali
e tutti quei giorni sprecati
a infilare parole negli occhi
nell’illusione che
potessero schermare
l’infrangersi delle onde
sui denti

e troppi troppi troppi
troppi minuti consumati
ad affilare sorrisi inconsistenti
cadendo
nelle braccia umide
delle notti di cartone

che avevi perso il treno
già lo sapevi
mentre gli spigoli
si facevano più spessi
e i capelli bruciacchiati
nascondevano bene
la tua anomica pazzia
da doposcuola

e ora non ti rimane
che diventare
l’Imperatrice Indiscussa Dei Senzatetto,
l’ennesimo cerotto,
un biglietto del circo
timbrato male,
il riflesso della luce
sopra un lago
in cui galleggiano
bottiglie colorate.

Written by kaya77

1 maggio 2014 at 08:11

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CERCANDO DI FUGGIRE DALL’ODORE DEL POP CORN

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forse
avrebbero anche
potuto dircelo
che lo sceneggiatore
se ne era andato
bestemmiando
mentre la porta
lasciata aperta alle sue spalle
fendeva al vento
come un angelo impiccato

forse
prima di sceglierlo
avremmo dovuto
scorrere il copione
invece di concentrarci
sul nome altisonante
dato al nostro personaggio

e prestare più attenzione
ai cerchi lasciati dal bicchiere
sul margine superiore esterno
di pagina sette
o alla bruciatura di sigaretta
che chissà quanto tempo prima
aveva trasformato la parola fine
in un’alcova

forse
qualcuno
poteva dircelo
che i titoli di coda
non esistono più
e si ripete tutto
in bulimie
di rassegnata
celluloide
istante dopo istante

intanto
in terza fila
sboccia un amore,
mentre ne muore
un altro
tra le poltrone blu,
la maschera
deve dei soldi a un tizio
che gli farà spezzare i denti
tra qualche ora

e le luci della ribalta
non arrivano mai
a illuminare
questo cinema di periferia
male in arnese

solo, distratte,
verso il tramonto,
a volte ballano un fox trot
tra i seni porcellana
della cassiera rossa

quando esce
a fumare
di nascosto
poggiata al muro

cercando di fuggire
dall’odore del pop corn.

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Written by kaya77

30 aprile 2014 at 12:28

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FAI COME CAZZO TI PARE

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fai come cazzo vuoi
che tanto c’è sempre
qualcuno di più cinico
a decidere per te

spara pure alle nuvole
senza paura
al peggio
verrà la pioggia
ad inzupparci
destini e scarpe,
capirai…

sbatti le porte
interne e esterne
e
quelle girevoli
prendile ad asciate

fai come cazzo vuoi
che tanto siam sempre qui
a difendere il meglio
a gonfiare i silenzi
a sforzare i cassetti
coi sogni gestiti male

fai come cazzo vuoi
tanto non cambia
l’incertezza instabile
che ci naviga intorno

e il domani
è un alone rosso porpora
che a volte arriva,
altre si perde

il non essere alberi
ci aiuta
a muoverci
più svelti

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Written by kaya77

23 aprile 2014 at 16:55

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buone nuove postpasquali, il numero 1

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da oggi è disponibile il primo numero di Bibbia d’asfalto, il quadrimestrale di letteratura e arte varia pubblicato da Matisklo Edizioni.
Il quadrimestrale Bibbia d’Asfalto prende le mosse dall’omonimo collettivo artistico di cui trovate qui il blog.
Potete scaricare il primo numero della rivista in formato digitale al link seguente:
Bibbia d’asfalto numero 1 Aprile 2014

Nelle 92 pagine che compongono questo primo numero troverete:

L’editoriale di Redent Enzo Lomanno
In evidenza: la poetica di Davide Zizza
Testi e contributi di:
Alessandra Far Flung, Alessandro Pedretta, Alessia D’Errigo, Alessio Farroni, Alfonso Cataldi, Amara Miao, Andre F. Lasdo, Andrea Doro, Andrea Finottis, Antonella Taravella, Davide Cortese, e1kel, Francesca Ferrari, Giancarlo Serafino, Gino Panariello, Giovanni Perri, Ivano Ferrari, Luigi Tuveri, Michele Bajona, Nicolò Gugliuzza, Paolo Aldrovandi, Paolo Battista, Paolo Polvani, Riccardo Tortarolo, Rita Stanzione, Sara Bergomi, Sebastiano Patané-Ferro.
Interventi critici:
La mia recensione di “Amori amari” di Lucia Piombo, La poetica di Giuseppe Conte (Lamberto Garzia), “Un lembo di cielo” di Felice Serino (Marco Nuzzo).
Segnalazioni e varie:
Che cazzo è un poetry slam? (Andrea Doro), Ultime uscite, Premi e Concorsi.

Per spiegare il perché e il percome del progetto Bibbia d’Asfalto credo sia giusto lasciare la parola a Redent Enzo Lomanno, fondatore del collettivo, che nell’editoriale scrive:

Mi chiedono qui, sti tizi loschi della Matisklo, di fare un editoriale che introduca i fondamenti di questa rivista e che in qualche modo spieghi come mai un bel giorno di novembre 2012 abbia deciso, nonostante sia un fancazzista di fama mondiale, di intraprendere l’iniziativa del blog e di tutto ciò che ne è venuto fino ad oggi (compresa questa rivista).
Io ho cercato di spiegare che non ne sono capace, ma al “son cazzi tuoi” digrignato da Francesco Vico e ai suoi splendidi occhi bovini non ho saputo dir di no. Quindi chiedo venia ai futuribili lettori di codesto editoriale e procedo nel classico modo che tutti forse già conosciamo.
Che cosa è Bibbia d’Asfalto?
Da buon bestemmiatore nato in paese cattolico vi spiegherò nel modo più classico che conosco.
Genesi 1.0: In principio era il Verbo.
È così che voglio iniziare questa rivista, con un’altisonante frase del Libro dei Libri (visto anche il possibile plagio che reco a tutti i cristiani del mondo scippando il nome Bibbia).
Sì perché il giochino, signori miei, è tutto lì. Le stramaledette parole, il loro sinuoso senso di pacata dipendenza. Loro e il gustoso senso di creare che riescono a trasmettere anche al più disgraziato, degenerato scrittore del globo.
Le parole, signori miei, sono eque, e ciò da sempre ha coinciso con l’alto senso di responsabilità che non ho mai avuto.
Scrivo da parecchi anni, come molti di voi gentili lettori, ho avuto le mie esperienze in diversi contesti, quali Internet con blog di varia natura, fantomatiche case editrici che cavalcano il desiderio di ognuno di noi di esser letto per spillare quattrini, ed infine, non per ultimo ma anzi per primo, i famosi salotti dell’Elite.
Ecco, qui vorrei sottolineare il senso di disgusto che molti di questi mitologici salotti mi recano. Perché, a parer mio, hanno disatteso il senso stesso di ciò che professano, di ciò che vanno a ciarlare, riempiendosi la bocca di paroloni e di onanistiche logos eiaculazioni.
Nella mia esperienza di “poeta” vi posso garantire che mi è capitato di leggere di tutto, e spesso mi sono reso conto di quanta gente brava, ricca di talento ci sia in giro. Spesso questi autori rimangono nascosti e quando anche cercano in qualche modo di uscire allo scoperto, ecco che subito si trovano difronte ad uno scalino immenso. Fatto di No elusivi, senza significato alcuno, da parte di queste fantomatiche figure che invece dovrebbero sostenere l’arte, renderla fruibile attraverso gli strumenti che fortunatamente possiedono.
Dopo anni di frustranti tentativi, alla ricerca di location adeguate al vero senso di tutto ciò, mi sono detto “cazzo ora mi sono rotto le palle e lo faccio io”.
Ecco, questo è il motivo per cui nasce Bibbia d’Asfalto, il motivo per cui combatto e combattiamo e con cui mettiamo al riparo tantissimi nomi della letteratura contemporanea che vogliono cimentarsi, creare movimento e che soprattutto cercano con tutte le loro forze di esorcizzare il primo e più grande male che affligge l’arte qui in Italia: l’ego.
Con Bibbia d’Asfalto (tutto il team) e i ragazzi della Matisklo iniziamo questa avventura, fieri, sicuri di portare avanti l’unica cosa che conta dell’arte: la Bellezza. Bellezza contestualizzata però ai giorni d’oggi, fatta di strade, asfalto, metropolitane e vita. Gente che soffre che ride che s’incazza ed esterna il sentimento attraverso poesia, narrativa, arte pittorica e fotografica.
Diamo, lo dico per primi a voi lettori, un senso vero a ciò che nel panorama Italiano non si può più negare.
Tutto sprofonda sempre più nel caos.
L’arte delle parole (come la vera Bibbia ci insegna) serve a risorgere.

Fateci sapere cosa ne pensate, noi ci abbiamo messo l’anima.

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Cartoline da un paese in dismissione

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e poi succede che pubblichi un libro. 🙂

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Cartoline da un paese in dismissione vuole essere un insieme di istantanee disilluse su quel che è la realtà che ci circonda e che finisce, inevitabilmente, per soffocarci; sulle precarietà insormontabili che sembrano avere investito tutto, trasformandolo in una farsa cannibale e grottesca. Sono istantanee spietate e crude, senza sovrastrutture o giustificazioni. Sono un atto d’amore infinito e una richiesta di speranza gettata al vento. In fondo, forse, non sono niente, ma sono oneste.

potete ordinarlo in libreria, sui maggiori store on line oppure sul sito della casa editrice:
Cartoline da un paese in dismissione – Edizioni La Gru

Written by kaya77

21 aprile 2014 at 12:46

RIAFFIORA

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la prima sera
mi hai regalato un libro
e mi hai baciato
e gocciola l’asfalto senza fretta senza nome
gocciola l’asfalto nella gola

cadono negli occhi
impalcature deludenti
senzienti i desideri
ci parlano dai sogni
abbiamo troppi nomi – abbiamo troppi segni
le cicatrici sono affreschi disturbanti
le cicatrici sono affreschi nei silenzi

vestita a festa
si muove la città
la miseria ripiegata nelle tasche
vestita a festa
si consuma la città
protetta da
confini inconsistenti

nell’era digitale
realtà post-nucleare
ma pesa la distanza
come ieri

sei un rumore bianco tra accordi dissonanti
il silenzio perfetto della sera
e tutto tende a te
tutto tende a te
riaffiora

vestita a festa
soccombe la città
trafitta da pensieri deprimenti
vestita a festa
si allarga la città
un’ombra antracite
a maledire

la prima sera
mi hai regalato un libro
e mi hai baciato
e tutto tende a te
tutto tende a te

e riaffiora

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Written by kaya77

21 aprile 2014 at 12:38

Pubblicato su poesia, scrivendo

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