le stelle cadenti sono stelle ubriache

parole, poesie, cose a caso

Archive for the ‘scrivendo’ Category

Inediti di Edoardo Olmi

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mi hermano.

Words Social Forum

edoardo

A4 (2010)


..lei/


ha lasciato un

braccialetto
disperso
sul bordo del letto,
colto al mattino s’è
perso –
caduto
tra il legno ed il muro.

qualcuno alla Tinaia
suonava Creep: dei Radiohead,
nella danza ci scambiammo
2-3 volte, 2-3 passi
mantenendo però sempre
l’ordine dei sessi.

il profeta iracheno
esiliato
traduceva i propri versi
in vino, contro il Corano
noi estasiati
ubriache.

poi ci dissero <<andiamo>>.
sussurrammo loro <<andiamo>>.

girò la chiave
nella toppa, del portone a pochi passi
dalla luna ormai
tradita
che contandoci
piangeva,
di lì a poco
la vidi impallidita.

..nella danza
2-3 volte…

(non credo, se lo fosse
tolto).

1.1 post post scriptum   (2010)
1.2. della festa

1.1.

RICORDI?

c’era un argine ingrossato;
un libro di Nietzsche
e una frase di Brecht.

– <<perdere.>>
– <<odiare.>>
furono parole pendenti
per prime dalle tue di labbra
(io – per me
avrei preferito la notte
che brucia lo…

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Written by kaya77

30 ottobre 2013 at 08:43

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Nagasaki Luna Park apre i battenti. Ce l’avete il biglietto?

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Written by kaya77

10 ottobre 2013 at 11:58

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ti chiedo se mi fai un caffè e tu, da dietro il bancone, mi chiedi qual è il segreto per essere felici. e io mica lo so come si fa ad essere felici; al massimo ti posso dire come si fa a non sprofondare del tutto. e anche questa mattina mi sono dimenticata di disinnescare il sorriso e allora lo nascondo dietro la lana nera della sciarpa.
prendo quello che viene mentre faccio la lavatrice, e penso che a volte mi servirebbe una centrifuga per la testa, per strizzare per bene i pensieri prima di accantonarli.
una muta di cani muti si srotola per le strade e ci ricorda che l’evoluzione, di certo, si aspettava di meglio da noi.
l’ennesima sigaretta prosciugata come un pozzo petrolifero africano e sono sempre più convinta che non esista al mondo abbastanza caffè per convincermi a tenere gli occhi aperti. il mio divano-letto di questi tempi è più affollato della stazione centrale il 24 di Dicembre. pendolari delle lenzuola. zaini spalancati e spazzolini.
mentre vado al lavoro mi fermo ad osservare la fioritura dei cappotti all’interno delle vetrine depresse. le coloratissime luci disperate della crisi. ora per drogarsi basta avere una postepay, noi dipendevamo in maniera imprescindibile dalle braccia.
sommergiamo i silenzi con parole di eroismo ridondante e non siamo più capaci di assassinare i tiranni a Sarajevo. il mio interesse nei tuoi confronti sta raggiungendo tassi simili all’usura.
ci giustiziano il futuro schiacciando invio su una tastiera mentre ci districhiamo male tra ghigliottine omeopatiche, divieti di sosta e panacee improbabili per le cervicali del lunedì mattina.
vorrei comprare un’isola, tenerla in una tasca, per poi tirarla fuori ogni volta che mi consumate l’ossigeno attorno e mi girano i coglioni e la testa. la mia socialità è una leggenda metropolitana scritta da un idiota.
ci domandiamo come abbiamo fatto a trovarci qui e quando ci siamo persi e se ci ritroveremo e dove, e chissà quanti altri maglioni riuscirai a dimenticarti sulle panchine delle stazioni mentre usiamo gli intercity come anticoncezionali.
e ci succede la vita intorno mentre al telefono ci diciamo che siamo belli.

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Written by kaya77

5 ottobre 2013 at 15:10

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anche stavolta vincono i gabbiani

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dovrebbero rendere il mondo effervescente, così sarebbe meno complesso mandarlo giù.
i fitorganici, i finti orgasmi. costruiamo cattedrali di insalate sulla base di ramati pomodori nucleari.
raccolte da schiavi 3.0 sotto il sole violentato della puglia le nostre pausepranzo alla diossina.
bisognerebbe limitare il sodio — ricamare l’odio.
i corpi morti fanno le alghe a lampedusa. c’è sempre qualcuno che ha più colpe degli altri.
e l’autunno precipita poco convinto sulle nostre poesie, sulle mie spalle, sui riverberi della notte che sa di fumo condensato. e ci diciamo inutilmente addio tipo venti volte al giorno, 7/7.
ascoltiamo canzoni che potremmo avere scritto noi in un’altra dimensione e ci stupiamo del fatto che ci piacciano così tanto.
e c’è chi si crocifigge da solo con l’autocompiacimento di un infante sotto i portici di una città che lo rigetta. parassitismi autoindotti con costanza, cilici sociali aggrovigliati sotto magliette dai colori scuri.
che se mi parlate mentre scrivo, però poi, è normale che mi incazzi.
e gli alternafinti che non capiscono un cazzo e si disegnano le espressioni sulla faccia in base a quel che dice l’oroscopo alla radio.
e sei circondato dalle piume che ti svolazzano intorno e fai finta di non vedere che ti finiscono in gola a soffocarti e poi tossisci la tristezza nelle ceres e mi telefoni. e a me, ogni volta, mi si annegano gli occhi.
quando moriremo diventeremo dei rimorsi o dei cerotti. a volte mi piacerebbe scrivere sabbia su un ti amo e poi stare lì a fumare sugli scogli mentre il mare si ingurgita tutto, scarpe comprese.
come ogni anno arrivano le ruspe ad accantonare l’estate. anche stavolta vincono i gabbiani.

Written by kaya77

4 ottobre 2013 at 10:35

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nuvole

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fare le cose a caso – le case a caso
le chiese sanno sempre
di incenso e remissione
l’ambulanza fa una jam session strana
con il treno e la pioggia
mentre indossiamo
identità a gettoni
volti in poliuretano blu.

il cielo sembra asfalto – l’asfalto strada
lo reggeranno le nuvole il mio peso?

ci chiederanno presto
il porto d’armi per i libri
perché un cervello
prima di esplodere
fa troppi danni.

avevo una supercolla
da qualche parte
ma l’ho barattata
per dei colori.

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Written by kaya77

3 ottobre 2013 at 12:50

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ho smesso

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ho smesso con le asmatiche osmosi, i riconoscimenti, i transfert, le simbiosi.

ho smesso con la semantica abbozzata, la semiotica indotta, le filocazzate generate da idioti.

ho smesso con le gestualità autoreferenziali, i silenzi progettati a tavolino, le ripetizioni estetiche, le masturbazioni estatiche.

ho smesso con gli ipocriti sorrisi, i cannibali gorgheggi, gli ebeti sguardi.

ho smesso con le anime di fango, gli ego slabbrati, gli uteri tristi.

ho smesso con le domande e le risposte, coi riverberi mentali, le antitesi rotte.

ho smesso con voi,
semplicemente.

come la piogga
– sui vetri –
a novembre.

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Written by kaya77

2 ottobre 2013 at 08:34

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Ci comprarono tutti

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I termometri scendono a zero, di nuovo

Comprarono le nostre vite, i nostri respiri, i nostri vomiti, i nostri baci e le nostre lingue impastate di alcol.
Comprarono i nostri gesti di rivolta, le nostre canzoni, ci comprarono i libri che pubblicavamo, li stuprarono e ce li rivenderono.
E noi a dire si. E noi senza un briciolo di coraggio e senza sassi tra le mani, perchè ci avevano preso pure quelli.
Noi senza scopo, barcollavamo storditi e vuoti.
Noi con un educazione, che sapevamo scrivere dentro le righe e avevamo imparato a disegnare senza uscire dai bordi.
Ci tolsero i quaderni e i fogli e le penne e le matite.
Noi adesso avevamo la tecnologia. Eravamo nel futuro.
Senza capire bene, finimmo dove siamo adesso, da qualche parte al buio, senza rumori, senza niente, senza noi.

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Written by kaya77

27 settembre 2013 at 21:09

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DICONO

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dicono che se butti
una moneta in un pozzo
si avvera un desiderio,
che se ti trovi ad un crocicchio a mezzanotte
un tipo con le corna ti potrà dare
ripetizioni di chitarra
a un prezzo onesto.

dicono che se ti impegni sul serio
alla fine andrà tutto bene,
che se non ti comporti da stronzo
non corri il rischio di reincarnarti
in un lombrico.

dicono che se preghi e vai in chiesa
nel giorno del giudizio
la tua anima si riunirà
al corpo e diventerai
immortale
come Wolverine.

dicono che puoi vivere
la tua sessualità senza vergogna
e dopo ti dicono puttana o frocio
oppure ti picchiano
mentre restano in silenzio.

dicono che siamo tutti uguali
e non c’é differenza
ma l’11 settembre
batte Gaza
tutti i giorni.

dicono che devi seguire un’alimentazione
equilibrata e sana
ma che se indossi la 42
sei troppo grassa,
dicono che dovresti vomitare
in modo sano e equilibrato,
nei bagni dei locali chic
con la musica assordante.

dicono che se ti fai le canne
sei un tossico di merda,
che se ti fai di coca puoi
lavorare in parlamento,
che il femminicidio
è una conseguenza dell’amore
e che puoi rovinarti ai videopoker
in modo responsabile.

dicono che il futuro
te lo costruisci tu
e che non è una scusa valida
non avere mattoncini.
dicono che se fai come ti dicono
non avrai problemi,
non avrai testa,
non avrai cuore,
ma sarai vestito bene,
sarai un vincente.
e se non lo farai,
sarà solo colpa tua.

dicono che se si butta
un disoccupato in un pozzo,
atterra su almeno
altri cinquanta corpi precedenti.

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Written by kaya77

25 settembre 2013 at 12:52

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Sono una donna, Joumana Haddah

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Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mani.
Nessuno, nessuno sa
quando ho fame quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e quel che seguirà è una tempesta.

Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e io avvengo.

Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della mia prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.

Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.

[Joumana Haddad]

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Written by kaya77

23 settembre 2013 at 23:30

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Come ciechi nel mucchio Testo: Andrea Lasdo, Voce: VeraLibertà Nucleo Negazioni

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Written by kaya77

19 settembre 2013 at 21:33