le stelle cadenti sono stelle ubriache

parole, poesie, cose a caso

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buone nuove postpasquali, il numero 1

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da oggi è disponibile il primo numero di Bibbia d’asfalto, il quadrimestrale di letteratura e arte varia pubblicato da Matisklo Edizioni.
Il quadrimestrale Bibbia d’Asfalto prende le mosse dall’omonimo collettivo artistico di cui trovate qui il blog.
Potete scaricare il primo numero della rivista in formato digitale al link seguente:
Bibbia d’asfalto numero 1 Aprile 2014

Nelle 92 pagine che compongono questo primo numero troverete:

L’editoriale di Redent Enzo Lomanno
In evidenza: la poetica di Davide Zizza
Testi e contributi di:
Alessandra Far Flung, Alessandro Pedretta, Alessia D’Errigo, Alessio Farroni, Alfonso Cataldi, Amara Miao, Andre F. Lasdo, Andrea Doro, Andrea Finottis, Antonella Taravella, Davide Cortese, e1kel, Francesca Ferrari, Giancarlo Serafino, Gino Panariello, Giovanni Perri, Ivano Ferrari, Luigi Tuveri, Michele Bajona, Nicolò Gugliuzza, Paolo Aldrovandi, Paolo Battista, Paolo Polvani, Riccardo Tortarolo, Rita Stanzione, Sara Bergomi, Sebastiano Patané-Ferro.
Interventi critici:
La mia recensione di “Amori amari” di Lucia Piombo, La poetica di Giuseppe Conte (Lamberto Garzia), “Un lembo di cielo” di Felice Serino (Marco Nuzzo).
Segnalazioni e varie:
Che cazzo è un poetry slam? (Andrea Doro), Ultime uscite, Premi e Concorsi.

Per spiegare il perché e il percome del progetto Bibbia d’Asfalto credo sia giusto lasciare la parola a Redent Enzo Lomanno, fondatore del collettivo, che nell’editoriale scrive:

Mi chiedono qui, sti tizi loschi della Matisklo, di fare un editoriale che introduca i fondamenti di questa rivista e che in qualche modo spieghi come mai un bel giorno di novembre 2012 abbia deciso, nonostante sia un fancazzista di fama mondiale, di intraprendere l’iniziativa del blog e di tutto ciò che ne è venuto fino ad oggi (compresa questa rivista).
Io ho cercato di spiegare che non ne sono capace, ma al “son cazzi tuoi” digrignato da Francesco Vico e ai suoi splendidi occhi bovini non ho saputo dir di no. Quindi chiedo venia ai futuribili lettori di codesto editoriale e procedo nel classico modo che tutti forse già conosciamo.
Che cosa è Bibbia d’Asfalto?
Da buon bestemmiatore nato in paese cattolico vi spiegherò nel modo più classico che conosco.
Genesi 1.0: In principio era il Verbo.
È così che voglio iniziare questa rivista, con un’altisonante frase del Libro dei Libri (visto anche il possibile plagio che reco a tutti i cristiani del mondo scippando il nome Bibbia).
Sì perché il giochino, signori miei, è tutto lì. Le stramaledette parole, il loro sinuoso senso di pacata dipendenza. Loro e il gustoso senso di creare che riescono a trasmettere anche al più disgraziato, degenerato scrittore del globo.
Le parole, signori miei, sono eque, e ciò da sempre ha coinciso con l’alto senso di responsabilità che non ho mai avuto.
Scrivo da parecchi anni, come molti di voi gentili lettori, ho avuto le mie esperienze in diversi contesti, quali Internet con blog di varia natura, fantomatiche case editrici che cavalcano il desiderio di ognuno di noi di esser letto per spillare quattrini, ed infine, non per ultimo ma anzi per primo, i famosi salotti dell’Elite.
Ecco, qui vorrei sottolineare il senso di disgusto che molti di questi mitologici salotti mi recano. Perché, a parer mio, hanno disatteso il senso stesso di ciò che professano, di ciò che vanno a ciarlare, riempiendosi la bocca di paroloni e di onanistiche logos eiaculazioni.
Nella mia esperienza di “poeta” vi posso garantire che mi è capitato di leggere di tutto, e spesso mi sono reso conto di quanta gente brava, ricca di talento ci sia in giro. Spesso questi autori rimangono nascosti e quando anche cercano in qualche modo di uscire allo scoperto, ecco che subito si trovano difronte ad uno scalino immenso. Fatto di No elusivi, senza significato alcuno, da parte di queste fantomatiche figure che invece dovrebbero sostenere l’arte, renderla fruibile attraverso gli strumenti che fortunatamente possiedono.
Dopo anni di frustranti tentativi, alla ricerca di location adeguate al vero senso di tutto ciò, mi sono detto “cazzo ora mi sono rotto le palle e lo faccio io”.
Ecco, questo è il motivo per cui nasce Bibbia d’Asfalto, il motivo per cui combatto e combattiamo e con cui mettiamo al riparo tantissimi nomi della letteratura contemporanea che vogliono cimentarsi, creare movimento e che soprattutto cercano con tutte le loro forze di esorcizzare il primo e più grande male che affligge l’arte qui in Italia: l’ego.
Con Bibbia d’Asfalto (tutto il team) e i ragazzi della Matisklo iniziamo questa avventura, fieri, sicuri di portare avanti l’unica cosa che conta dell’arte: la Bellezza. Bellezza contestualizzata però ai giorni d’oggi, fatta di strade, asfalto, metropolitane e vita. Gente che soffre che ride che s’incazza ed esterna il sentimento attraverso poesia, narrativa, arte pittorica e fotografica.
Diamo, lo dico per primi a voi lettori, un senso vero a ciò che nel panorama Italiano non si può più negare.
Tutto sprofonda sempre più nel caos.
L’arte delle parole (come la vera Bibbia ci insegna) serve a risorgere.

Fateci sapere cosa ne pensate, noi ci abbiamo messo l’anima.

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calma pacata di un cinema d’essai

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tu ti cancelli ogni mattina nel girotondo di parole intorno a te, ti lasci drappeggiare i fianchi e il cuore da ruoli densi di velluto porporato. sei squisitamente fuorifuoco nella tua costante paura di trovarti, un mosaico abbandonato a se stesso incapace di completarsi con un senso. hai una scogliera al posto della mente e consenti di spingerti a chiunque. soffochi, incapace di una scelta, in paratie cacofoniche d’argento, dimensioni parallele senza tempo color ruggine scordato distillante. le assurde dipendenze che ti imponi per non lasciarti galleggiare nella seta hanno la voce delle notti portoghesi, sanno di pioggia masticata da giganti. il fado rosso vivo sanguinante che porti tatuato sul palato determina i confini inconsistenti di una prigione da cui non sai scappare. lontananze confuse e rigettate appena l’indice scivola di poco, un requiem dissonante di carezze in un canile senza un guardiano vivo. una sintetica esistenza di ritorno, sonar vitali di cristallo segmentato, esisti solo in quanto percepito, un’ontologica incertezza provocante. massacrando cumuli di foglie verde menta in una danza caotica a spirale, ti sei già perso nella menzogna del tuo sesso, lenzuola fradice e sudari confutanti. ascolto la tua lingua aristotelica scolpirti disossando l’esistenza. come di cera le tue immagini incensanti, pale vibranti di un altare materiale. riverbero tra noia e sensazioni in questo gioco dalle regole confuse, resto in attesa dei titoli di coda; calma pacata di un cinema d’essai.

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Written by kaya77

5 settembre 2013 at 10:25

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mi so fottere benissimo da sola

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risparmia il fiato, le parole, gli aggettivi, le congiunzioni, i punti esclamativi e di domanda, risparmia tutto. risparmia le energie per un’altra persona, risparmia i consigli e i cazziatoni, risparmiati per qualcosa per cui valga la pena impegnarsi. risparmia il tempo che già ne abbiamo poco, o forse troppo, dipende dai momenti. risparmia di emettere CO2, l’effetto serra te ne sarà grato. e anche la mia mente imperfetta apprezzerebbe. mi so fottere benissimo da sola, è un’attitudine perfezionata dagli anni. tutte queste sovrastrutture che programmi diventano obsolete non appena le pronunci, risparmia la fatica ed il pensiero, sii tollerante col delirio, ascolta. non è possibile costruire sulla sabbia, il mare scava e vince sempre. taci, quindi, smetti, desisti; non ha alcun senso perseverare in questo. risparmia tutto che sono tempi brutti, risparmia per il domani, sempre se esiste. si dosa tutto, centellinando il senso, tu intanto inizia, mentre mi fotto.

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Written by kaya77

3 settembre 2013 at 16:23

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Written by kaya77

3 settembre 2013 at 15:58

formiche

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Written by kaya77

29 aprile 2013 at 16:21

i poeti sono dei mutanti

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una divertentissima intervista col giornalista Alessio Bacchetta, che ringrazio per il tempo dedicatomi e per le risate che abbiamo condiviso. 🙂

http://alessiobacchetta.blogspot.it/2013/01/la-poetessa-vera-bonaccini-intervista.html?spref=fb

Written by kaya77

31 gennaio 2013 at 10:49

acrilici, carta, fiori, strani capelli e un gatto…

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Written by kaya77

20 gennaio 2013 at 22:48

oggi ascolto.

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Abbiamo vinto la guerra
che neanche ce ne eravamo accorti
che qualcuno ci dava per morti
qualcun altro per dispersi
ma noi l’abbiamo vinta senza scherzi.
Anche se il ministro era impegnato con il jazz
il presidente con le belle donne
e il suo maggiordomo coi versi
e i cattivi bastardi se ne sono andati
che volevano spiegarsi e non ci siamo parlati
che volevano traslocare e li abbiamo sistemati
che volevano volare e li abbiamo lanciati.
L’amore l’amore lieve e i campioni iridati
ma chissà se è vero il trambusto che si sente
quando un paese intero applaude con lo sfollagente
e Federico se n’è andato via da solo
Carlo ha posato per i fotografi nudo
E Mario si presenta alle elezioni che vuoi?
la vita è fatta di occasioni
Ma tu balla leggera su questo prato di carta
mia venere scalza per te l’inchiostro è in offerta
e i tuoi piedi veloci hanno scritto centinaia di romanzi già
Balla che chiunque un giorno ballerà
guardando sotto i piedi leggerà il tuo nome
Libertà
Abbiamo vinto la guerra
e non era mica facile
e già che avanzavano cartucce siamo rimasti
per vincere anche la pace
ma lei si è arresa a tavolino
e siccome che c’era il tavolino poi
sono arrivate le bottiglie quelle le han portate
gli amici del sindacato.
Il governo ha sacrificato le vergini per pagare il locale
poi a un certo punto il capo ha detto
adesso facciamo finta che siete voi a comandare
Io faccio solo l’aguzzino
Ma che infamia finire la guerra e non avanzare vino
far fuori chi ha fame e poi non avere pane
farsi concorrenza senza mai lavorare
e andare affanculo perché non si sa dove andare
Ma tu balla leggera su questo prato di carta
mia venere scalza per te l’inchiostro è in offerta
e i tuoi piedi veloci hanno scritto centinaia di romanzi già
Balla che chiunque un giorno ballerà
guardando sotto i piedi leggerà il tuo nome
Libertà

___Lo Stato Sociale___

Written by kaya77

16 gennaio 2013 at 09:28

femminicidio e quote rosa

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femminicidio.
non so se è più agghiacciante il fenomeno in se stesso o il fatto che sia, addirittura, necessario inventare un termine apposito per definirlo.
femminicidio.
ne parlo con qualcuno e mi sento rispondere che un uomo che uccide una donna non è più grave di una donna che uccide un uomo.
e per carità, rispondo, ci mancherebbe. l’omicidio è omicidio MA in Italia ogni due giorni una donna viene uccisa da un uomo e tale uomo non è, come vorrebbe farci credere un certo tipo di informazione, un immigrato, possibilmente musulmano, magari drogato o alcolizzato, ancora meglio se disoccupato e rabbioso. no. quell’uomo è, spesso, il marito, il compagno, il fidanzato della donna suddetta; il marito-fidanzato-compagno che, semplicemente, non è in grado di accettare un no come risposta. e allora uccide.
la banalità del male, tanto per citare Hannah Arendt.
mi viene fatto notare che vi sono altre donne e altri uomini che vengono uccisi per altri motivi quindi parlare di femminicidio non ha senso.
non so perché ma subito mi si materializza nella mente l’immagine di un deputato leghista che declama a gran voce che inasprire le pene per gli aggressori omofobi sarebbe discriminatorio per gli omosessuali.
la logica aristotelica che si vomita addosso.
cerco di spiegare che parlare di femminicidio non significa minimizzare altri tipi di violenza ma che è necessario prendere atto del fenomeno, di questa incapacità nell’accettare un no come risposta.
è un problema di educazione, mi dicono, del maschio italiano che è mammone ed è colpa delle madri se è così.
sull’educazione sono d’accordo, sì. ma limitarsi a colpevolizzare le madri (donne, guarda caso…) mi sembra assurdo. ci sono innumerevoli altri aspetti che andrebbero considerati anche a livello sociale, no?
sì, sì, per carità, ma sono le madri italiane che viziano i figli maschi e quindi…
continuo a non condividere e non capisco questa comoda deflessione di responsabilità [donna che vizia uomo che ucciderà donna. come se l’uomo fosse un semplice mezzo, un burattino incapace di scegliere tra bene e male]. trovo questa visione offensiva per la donna e poco lusinghiera nei confronti dell’uomo; nei confronti di tutti gli uomini che, per quanto, magari, viziati, non risponderebbero mai con la violenza ad un no.
continuo a non capire, ma poi mi ricordo che siamo il paese delle quote rosa e allora capisco. capisco benissimo.

Written by kaya77

29 dicembre 2012 at 11:31

concretezza

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“lo sai qual’è il sogno della mia vita? andare in giro con un furgone a vendere libri ovunque…”
“è anche il sogno della mia vita.”
“fantastico! facciamolo!”
“eh, ma non so guidare…”
“nemmeno io…”
“…”
“…”

Written by kaya77

9 settembre 2012 at 10:00

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