le stelle cadenti sono stelle ubriache

parole, poesie, cose a caso

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U235

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Tre metri,
Poco più di quattro chili
Per settanta centimetri di diametro.
Due virgola quattro
Masse critiche di uranio
Arricchito all’ottanta per cento.
Alle ore otto, quindici minuti e diciassette secondi,
Un unico cielo esplode in mille malati soli.

Sedici chilometri bianchi
Di nuvole mortali.
Nessuna scusa.

Written by kaya77

21 agosto 2012 at 23:24

10052010

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Sola, aspetto seduta in una piazza.
Il sole illumina le pietre del selciato rendendone più evidenti particolari e imperfezioni. Qualche foglia ingiallita galleggia qua e là, trasportata dal vento.
Poco distante, una valigetta ventiquattrore giace abbandonata su di una panchina.
Numerose persone, in gruppo o da sole, attraversano la piazza con il ritmo lento e rilassato di un Lunedì mattina quasi estivo. Nessuna di loro presta attenzione alla valigetta che resta immobile, illuminata dal sole ad aspettare sotto un albero.
E mi chiedo…
Mi chiedo quante persone non hanno prestato attenzione a una valigetta solitaria il 12 Dicembre del ’69 o in qualsiasi altra data altrettanto tragicamente nota? Quante, al contrario, vi hanno fatto caso ma, nella loro mente, l’hanno classificata come “innocua” e hanno proseguito la loro vita, dimenticandosene? Quante, invece, come me, ora, notandola, l’hanno percepita come “potenzialmente pericolosa” ma hanno deciso, comunque, di non spostarsi? E perché?
Perché, in fondo…
…Per quanto possano divertirci a spaventarci…
…Per quanto possano cercare di convincerci che il mondo è brutto, cattivo e violento e che dobbiamo avere paura…
… Per quanto possano mettere in campo immagini sconvolgenti, parole agghiaccianti e grottesche realtà costruite a tavolino al solo scopo di instillare il terrore dentro di noi…
Per quanto tutto questo…
…Noi, in fondo, siamo ingenuamente convinti di essere immortali.
Siamo irrazionalmente persuasi che a noi certe cose non capiteranno mai.
Siamo certi che quella valigetta non è un ordigno lasciato deliberatamente in quel punto da un qualcuno che ha una visione della vita talmente distorta dalla nostra da rendere difficile persino il concepirla.
Siamo sicuri che quella valigetta non deflagrerà spazzando via in pochi attimi la piazza e noi con lei.
Siamo convinti che quella sia solo un’innocua valigetta che qualcuno, tra pochi attimi, ritornerà, trafelato, a recuperare.
Siamo assolutamente sereni.
Siamo profondamente tranquilli.
Ci godiamo il sole.
Il che è una cosa terribilmente stupida.
Il che è una cosa terribilmente bella.
Perché sappiamo benissimo di non essere immortali.
Sappiamo benissimo che anche a noi possono accadere cose orribili.
Ma ce ne freghiamo.
Perché non siamo immortali, è vero, ma, per fortuna, siamo vivi.
E non si può essere vivi se ci si lascia soffocare dal terrore.
La paura della paura è la paura peggiore.
Siamo mortali.
Siamo vivi.
E siamo fottutamente stupidi.
Ma va bene così.
E il sole è proprio bello oggi.

Written by kaya77

11 luglio 2012 at 13:12

Pubblicato su scrivendo, vivendo

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