le stelle cadenti sono stelle ubriache

parole, poesie, cose a caso

Posts Tagged ‘estate

letter from a broken world

with 4 comments

ogni volta che vedo un campo di papaveri penso alla guerra, alle persone morte per quella follia sterile, ciliegie schiacciate al posto della testa e corpi di stelo secchi, spezzati, senza linfa, e vorrei piangere e invece rido, Sergio, la bocca spalancata in una risata gigante per farmi sentire da loro, i papaveri morti, per ridere per loro che non ridono più, perché da morto non ridi, Sergio, questo è sicuro, e allora bisogna ridere prima, quando si può, rido come ridevo sulla spiaggia d’estate, io, te, Claudia e lei, vestiti di nero sotto il sole cocente, in mezzo ai metalmeccanici in costume, alle casalinghe incremate, ai bambini dorati e liberi, e tutti ci guardavano e io ridevo, perché ero felice, perché ero con lei, perché il mare è bello, ridevo perché Claudia aveva una maglietta con sopra hello kitty impiccata e gli occhiali da sole giganti, da diva del muto, e ridevo perché lei era così bella, così bianca, così mia e non ci potevo credere che se mi andava potevo girarmi verso di lei e baciarla, baciare tutte le lentiggini che il sole disegnava sulle sue spalle, baciare la sua anima, e ridevo per D, rimasto in città, che ci mandava sms minatori, pieni di bestemmie e cazzate, e non vedeva l’ora di prendere il treno e venire da noi, e come era bello essere così giovani e così belli e ridere per il mare, per il sole, e non per i papaveri morti.

A.

Written by kaya77

31 agosto 2012 at 09:28

Bimboverde

with 3 comments

Bimboverde

una bella serata e delle belle persone

Written by kaya77

24 agosto 2012 at 09:05

letter from a broken world

leave a comment »

un’estate una ragazza ti ha detto che eri troppo bello per essere felice e tu avevi riso forte per farle cambiare idea e continuavi a ridere mentre traversavamo piazza Dam e io pensavo che dovevi piacere molto a quella ragazza, piacevi a tutte le ragazze che incontravamo e io pensavo che avrei voluto essere come te e non dovermi sempre sbattere per rimediare una scopata e il bello è che tu, a ripensarci, scopavi quanto me, o forse meno, come se non ti importasse, come se cercassi altro, e mi chiedo cosa cercavi, chi cercavi in tutte le ragazze che abbiamo incontrato quell’estate, in quell’interrail senza fine, gli anfibi sfondati a furia di sbattere tra Francia, Belgio, Olanda e Lussemburgo, con D che si sarebbe fermato ovunque, pur di non tornare indietro, e quella ragazza che giocava a provocarti e tu nemmeno te ne accorgevi, Sergio, e litigavi con D per ritornare di nuovo al museo Van Gogh e Amsterdam ci scorreva accanto come un fiume bellissimo di luce blu e io ero rimasto indietro con la ragazza mora e con quell’irlandese alto che odiava Joyce, e oggi, mentre ero in mezzo al parco, Sergio, oggi forse l’ho capito cosa cercavi quell’estate, guardavo le nuvole e c’era un tramonto rosso e allora l’ho capito che, forse, quell’estate cercavi l’eternità

A.

Written by kaya77

28 luglio 2012 at 09:25