le stelle cadenti sono stelle ubriache

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Cartoline da un paese in dismissione

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e poi succede che pubblichi un libro. 🙂

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Cartoline da un paese in dismissione vuole essere un insieme di istantanee disilluse su quel che è la realtà che ci circonda e che finisce, inevitabilmente, per soffocarci; sulle precarietà insormontabili che sembrano avere investito tutto, trasformandolo in una farsa cannibale e grottesca. Sono istantanee spietate e crude, senza sovrastrutture o giustificazioni. Sono un atto d’amore infinito e una richiesta di speranza gettata al vento. In fondo, forse, non sono niente, ma sono oneste.

potete ordinarlo in libreria, sui maggiori store on line oppure sul sito della casa editrice:
Cartoline da un paese in dismissione – Edizioni La Gru

Written by kaya77

21 aprile 2014 at 12:46

RIAFFIORA

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la prima sera
mi hai regalato un libro
e mi hai baciato
e gocciola l’asfalto senza fretta senza nome
gocciola l’asfalto nella gola

cadono negli occhi
impalcature deludenti
senzienti i desideri
ci parlano dai sogni
abbiamo troppi nomi – abbiamo troppi segni
le cicatrici sono affreschi disturbanti
le cicatrici sono affreschi nei silenzi

vestita a festa
si muove la città
la miseria ripiegata nelle tasche
vestita a festa
si consuma la città
protetta da
confini inconsistenti

nell’era digitale
realtà post-nucleare
ma pesa la distanza
come ieri

sei un rumore bianco tra accordi dissonanti
il silenzio perfetto della sera
e tutto tende a te
tutto tende a te
riaffiora

vestita a festa
soccombe la città
trafitta da pensieri deprimenti
vestita a festa
si allarga la città
un’ombra antracite
a maledire

la prima sera
mi hai regalato un libro
e mi hai baciato
e tutto tende a te
tutto tende a te

e riaffiora

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Written by kaya77

21 aprile 2014 at 12:38

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Come ciechi nel mucchio Testo: Andrea Lasdo, Voce: VeraLibertà Nucleo Negazioni

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Written by kaya77

19 settembre 2013 at 21:33

palingesi di un palinsesto

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palingenesi di un palinsesto
sui vostri schermi
[nei vostri vermi]
egotiche dipendenze di un paese senza storia
m.e.m.o.r.i.a.
/sia/moria di me
RI
corda
MI
la corda
di un impiccato
di un gioco infantile
che stringe
dei fianchi secchi
vecchi
di pensione e viagra
via agra
tra palazzinari e palazzi
pazzi
si rideva
sui tramonti di mondi
sulle code e le mode
e
piove l’acidolento
di batterie difettose
dei tuoi sogni rabbiosi
di un talk show per scarafaggi spezzati
parole di viole
(del pensiero)
un siero/un sì ero.
ero una/eroina.
una strada – una rada
una riga – una figa
riflessi nell’occhio
di un cieco
dentro il rogo di un fiore
si muore
nei salotti perbene
tra candele e vegani
cocaina e sorbetto
mi è stretto
questo mondo mediocre
questo vociare di oche
questo nulla ammantato di niente
la mente
tra rigagnoli d’oro
tra gli accordi d’oriente
mente
non sente
non serve
l’appendo all’ingresso
la scambio all’ingrosso
la indosso
la notte
tra lampioni e puttane
tra risacca e ciarpame
di un mare
che ci vomita addosso
che ci tira di sotto
che affonda
le nostre coste corrose
le nostre case pietose
ci ingloba
dentro confini indistinti
perdenti e già vinti
affondiamo
con la sapienza del niente
anneghiamo
dentro al cuoio di questo stivale
con la punta d’argento
ed il tacco in cemento
e c’è la fila.
«CALCINCULOPERTUTTI»

.e c’è la fila.

Written by kaya77

18 settembre 2013 at 14:09

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il mio veleno assurdo

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scostando la pelle ritrovo il mare,
perdo bottoni
come la voglia di un domani,
fumerei anche le mie unghie
se servisse a condensarmi.

nella luce del giorno
esplode la speranza.
è il mio veleno assurdo.

in 4/4 sospende il respiro,
liquido amniotico e formalina,
le donne parlano di rivoluzioni
nei paesi lontani,
se un uomo si avvicina
ricominciano a cucire.

la strada è un mosaico
grigio e nero,
denti rotti
sulle insegne blu annoiate,
il mio veleno splende,
trabocca dalle labbra,
sotto la mia pelle
mille axolotl affogati.

perdermi è
la cosa
più semplice
del mondo,
più semplice di te.

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Written by kaya77

17 settembre 2013 at 16:55

Tutto il peggio [Video: Jaime De Castro; Poesia e voce: VeraLibertà; Base: Enrico Marra; Modelli: Jaime De Castro, S.D.C.R.]

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Tutto il peggio

vi meritate fidanzate che fanno zumba,
l’ansia cieca per la prova costume,
le barrette ipocaloriche fragola&cartone,
i melanomi per troppe lampade abbronzanti.
vi meritate le rate del mutuo e della macchina,
il costo mensile dell’abbonamento in palestra,
le domeniche da H&M, la pizza d’asporto davanti al derby.
vi meritate tutti i comici di Colorado Cafè,
i film cattomoralisti della Rai,
le abbaglianti ipocrisie hollywoodiane, i neomelodici.
vi meritate i libri di Moccia e Fabio Volo,
i settimanali scandalistici patinati,
le risposte del cazzo di yahoo,
youporn che vi si inchioda.
vi meritate tutto il peggio
perché il meglio vi atterrisce.

sulla porta di casa mia
c’è un cartello che declama:
non fare uscire il gatto,
non fare entrare gli sbirri.

evitate di bussare, tanto non vi apro.

Written by kaya77

17 settembre 2013 at 09:53

nervino e melassa

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perché dovete proprio fare la polvere?
vi vedo lo stesso quando strisciate
dietro a fotogrammi ingranditi
alla nocciola
vi nascondete, ma non poi bene.
negli anni ho imparato, quantomeno,
che mi piacciono le cose definite
non nel senso che amo le etichette,
ma che odio gli inganni, questo sì.
voi invece, a quanto pare, ci sguazzate
come cadaveri sul fondo
di un fossato
ma io non ho più voglia
di assaggiare
il fiato delle vostre labbra viola,
così ripiene di nervino e melassa,
gonfie di niente e opportunistica follia.
abbiate almeno la decenza di accettare
l’odio come parte essenziale della vita
invece di pettinarlo per la festa,
– il vestito buono cavato dall’armadio.
vi immagino addobbarlo
al pomeriggio,
rossi rosari e cuoricini al malto.
i baci, ampolleghiaccio, legate agli angoli come lumini
di un cimitero surreale.
e tazze sempre pronte
in ceramica chiara
colme fino all’orlo di nervino e melassa,
nervino e melassa
a camuffare
i vostri rumorosi rimorsi masticati.

illustrazione di Sara Bergomi

illustrazione di Sara Bergomi

Written by kaya77

16 settembre 2013 at 09:39

la maschera

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la maschera dev’essere leggera,
tagliata a teschio,
di cartoncino spesso.
due buchi arrotondati
per guardare,
il resto per non farsi vedere.
bisogna sempre avere un piano,
anche solo per vederlo fallire.
sui muri si scrive in fretta, si legge in fretta.
la città è programmata per non perdonare. mi tocca ammettere che a volte le somiglio.
quelli che facevano i fighi con le maschere antigas
ce li siamo persi
al primo meeting d’agosto.
perdiamo sempre un sacco di cose,
perdiamo noi stessi,
perdiamo tempo.

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Written by kaya77

4 settembre 2013 at 12:01

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la sindrome di Chihuahua

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la sindrome di Chihuahua
è quasi certo
che non esista,
ma a Studio Aperto
hanno giurato
che è dilagante,
probabile,
quindi,
la prenderemo
tra poco.

lo speaker non era chiaro;
mentre li enumerava,
i sintomi sembravano
banalità sconcertanti;
gira la voce che,
se troveranno una cura,
il bugiardino
lo lasceranno
scrivere a Povia.

ci servono balsami estremi
che riparano i capelli,
come meccanici esperti,
_pimpami la cresta!_
mascara chilometrici
da dodici chili,
_se faccio l’occhiolino c’è uno tsunami in Giappone_
creme antiage miracolose
che cancellano le rughe
anche alle foto
fatte nell’87.
ci servono vestiti da mignotta,
reggiseni al titanio,
lucidalabbra ustori
come gli specchi a Siracusa.

ci raccontano, ogni giorno,
50 sfumature di consumi
e noi ce le beviamo
come il Campari delle sette.

e ci rimodelliamo senza sosta
tra deodoranti, shampoo e diete deludenti,
in sospensione
tra l’ennesimo concorso di talenti
e gli assorbenti con le ali
che non fanno
mai
migrare il ciclo.

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Written by kaya77

29 agosto 2013 at 12:02

palinsesto

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palinsesto

e allora facciamolo
il reality sul campo di sterminio;
diamo un senso più concreto
al concetto
di eliminazione diretta in diretta.
regaliamo, davanti alle scuole,
piccoli campioni di zyklon b
con cui giocare durante l’intervallo.
votiamo tutti in massa,
mano sulla patta,
miss stupro etnico primavera/estate
e poi sfregiamo l’eletta con l’acido,
ma aromatizzato al marsiglia, per Dio.
tocchiamolo, vi prego, questo fondo,
crocifiggiamo gli obesi su un altare in hd.
prove libere di femminicidio,
di molestie all’oratorio, di bullismo,
in prima serata a reti unificate,
prima delle olimpiadi di turismo sessuale.
facciamo i giochi senza frontiere del cinismo,
trasbordiamo i famosi al campo rom,
l’intifada poco prima del tg, apartheid durante la pubblicità.
grattiamo forte fino a cancellare i nostri punti malsani di contatto,
scaviamo fino a torcere noi stessi,
vomitiamoci all’interno; è ancora presto.
prendiamo Siria e Grecia imbavagliate
e scordiamole nel confessionale,
possiamo farle dolcemente accomodare
sulle vittime dei diamanti africani,
sul ricordo sporco di Srebrenica,
sul kitch arancio che amano a Guantanamo.
adottiamo un mafioso per famiglia
e poi facciamolo giocare con quei bravi poliziotti delle fiction,
mal che vada ci distruggono il divano.
il film sulla Diaz speravo meglio,
devi portarti ancora le molotov da casa,
e sì che di passi avanti ne abbiam fatti;
guarda il 3D! guarda il C4!
togliamoci queste maschere antigas
di civica morale amalgamata,
che cento eritrei
rimasti in mare,
al tasso di cambio nominale,
non fanno 1 di 38 pellegrini,
non fanno un gatto schiacciato
in autostrada.

consumi

Written by kaya77

29 agosto 2013 at 10:11

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